Notizie dell'Università della Svizzera italiana

Un Dies academicus dedicato alle voci dell'USI

Si è svolto questa mattina presso il campus di Lugano il ventunesimo Dies academicus dell’Università della Svizzera italiana. Dopo il saluto della Presidente del Consiglio dell’Università Monica Duca Widmer, l’intervento del Rettore Prof. Boas Erez – intitolato “La voce dell’Università” – ha posto l’attenzione sui numerosi modi in cui l’Università esprime la propria voce, contribuendo in modo originale e diversificato al progresso scientifico, al dibattito culturale e allo sviluppo sociale ed economico delle sue comunità di riferimento, così come del territorio della Svizzera italiana.

Secondo il Rettore, nell’ultimo anno l’Università ha gettato le basi affinché le diverse voci che la compongono possano parlare in modo più coeso, aumentando la portata complessiva del proprio discorso: è il caso ad esempio del Senato accademico, riunitosi per la prima volta lo scorso 4 maggio, il cui obiettivo è proprio quello di rafforzare la condivisione all’interno dell’Ateneo, discutendo aspetti della sua pianificazione strategica e delle condizioni generali di lavoro. Voci più coese e voci fresche: il Rettore ha infatti ricordato la recente nomina di Cristina Largader a nuova Direttrice amministrativa, la designazione di Riccardo Blumer alla guida dell’Accademia di architettura e quella di Antonio Carzaniga a Decano della Facoltà di scienze informatiche.

La voce dell’Università si articola inoltre, per il Rettore, soprattutto attraverso il lavoro quotidiano di diversi autorevoli “portavoce” scientifici e culturali, che grazie a progetti, convegni o conferenze pubbliche animano il dibattito intellettuale dentro e fuori le mura dell’Università.

Una delle voci centrali dell’USI è la Facoltà di scienze della comunicazione, il cui scenario di sviluppo, frutto di una ricca discussione in seno alla stessa Facoltà, è stato presentato dal Rettore. Risultato di questo lavoro di rifondazione è l’affermazione della volontà congiunta di contribuire a cogliere tre delle principali sfide della nostra epoca: l’interconnessione globale, la diversità e quella dell’elaborazione e della trasmissione della cultura. Si propone quindi di modificare il nome della Facoltà in “Facoltà di comunicazione, cultura e società”.

Il Prof. Boas Erez ha infine sottolineato un tratto distintivo dell’USI particolarmente importante da mantenere per affrontare le sfide che attendono l’Ateneo, ovvero l’agilità. Essere flessibili e pronti al cambiamento porta infatti come conseguenza il saper cogliere nuove opportunità, cosa che l’USI deve tenere chiara tra i propri principi e obiettivi.

Di seguito, il Professore dell’Università di Cambridge David Abulafia ha tenuto una prolusione dal titolo “Mediterraneo passato e Mediterraneo futuro”, a sottolineare il rinnovato interesse dell’USI per il tema: è stata infatti istituita la Cattedra Medio-Oriente Mediterraneo, il cui titolare sarà per il primo anno il noto politologo, orientalista e accademico francese Gilles Kepel. Nel contesto della Cattedra è previsto un corso di 10 lezioni aperte al pubblico sui temi più caldi della regione.

Al termine della cerimonia, come da tradizione, sono state conferite le onorificenze, che hanno riguardato quest’anno la Facoltà di scienze informatiche: il Dottorato honoris causa è stato assegnato a Shriram Krishnamurthi, professore di Computer Science alla Brown University, “per le innovazioni nel campo della teoria dei linguaggi di programmazione e per gli straordinari contributi all’insegnamento dell’informatica, dalla scuola media fino all’università”; il Credit Suisse Award for best teaching è stato attribuito a Mehdi Jazayeri, Decano fondatore della Facoltà di scienze informatiche, “per la creazione di un curriculum di informatica innovativo e per la qualità del suo insegnamento da quando è con l’USI”.

La cartella stampa in formato digitale è disponibile all'indirizzo http://www.press.usi.ch/comunicati-stampa/comunicato-stampa.htm?id=1510.