Letteratura e medicina. Intersezioni nella cultura italiana tra Seicento e Novecento

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Institute of Italian Studies

Il volume si inserisce in un tracciato di ricerca organico, che ha come antefatti lo studio del genere medico dell’aforisma nella letteratura barocca e l’esame della frammentazione del “corpo del testo” nello stile di scrittura della prima età moderna. Lo studio si sofferma su significative materializzazioni storiche del nesso tra letteratura e medicina, occupando un ampio arco temporale che va dall’età barocca fino alla critica letteraria novecentesca.
Il binomio di letteratura e medicina al centro di questo libro viene osservato da una prospettiva dove la letteratura non risulta soltanto un’ipostatizzazione di modelli e svolte scientifiche; essa è altrimenti còlta in una dinamica di reciproche influenze col sapere medico, che risente a sua volta di “riorientamenti metaforici” e di un immaginario culturale veicolati dalle arti del discorso.
Esso muove dall’irradiazione del metodo dell’anatomia in altre forme di sapere come loro comune modello epistemico. Su questo sfondo si delinea in particolare il genere delle anatomie letterarie, mai codificato prima d’ora nella tradizione critica italiana, e con esso riemergono alcune “figure dell’invisibilità” utili alla ricostruzione del canone culturale europeo.
Dall’asse secentesco la ricerca si dipana in altre direzioni ed epoche successive. Ulteriori snodi sono il motivo del contagio nei Promessi sposi e la rappresentazione delle istituzioni di cura in Pinocchio. Si rintraccia infine nel dibattito critico del Novecento la riemersione della metafora anatomica come sintomo di una postura disgregante l’unità del testo e come categoria polemica contro il genere dell’antologia.