Francesco e l'abito perfetto. I costumi di "Fratello sole e sorella luna"
Istituto di tecnologie digitali per la comunicazione
Data d'inizio: 4 ottobre 2026
Data di fine: 17 ottobre 2026
Villa Ciani, Lugano
Legato al mondo dei tessuti di lusso per l’impresa famigliare, Francesco se ne allontana con gesti clamorosi, come quello di spogliarsi completamente in pubblico, per restituire tutti gli indumenti al padre; esprime però, allo stesso tempo, un’attenzione e una sensibilità rispetto agli abiti che solo un esperto può avere.
Quando rimane nudo davanti al padre e al vescovo di Assisi, gli fu offerto “il mantello povero e vile di un contadino, servo del vescovo. Egli, ricevendolo con gratitudine, di propria mano vi tracciò sopra il segno della croce, con un mattone che gli capitò sotto mano, e formò con esso una veste adatta a ricoprire un uomo crocifisso e un povero seminudo”.
Alla ricerca dell’abito perfetto per esprimere la scelta di vita radicale sua e dei suoi frati, così la riassumerà nel Testamento: “quelli che venivano per abbracciare questa vita, distribuivano ai poveri tutto quello che potevano avere, ed erano contenti di una sola tonaca, rappezzata dentro e fuori, del cingolo e delle brache. E non volevamo avere di più”.
Anche all’avvicinarsi della morte darà istruzioni precise per il confezionamento dell’ultima tonaca, facendo chiedere all’amica Jacopa de’ Settesoli di procurare “del panno grezzo color cenere, del tipo di quello tessuto dai monaci cistercensi nei paesi d’oltremare”. Come il suo Signore, però, “volle uscire nudo dal mondo, e ai frati che gli stavano intorno ingiunse in obbedienza di carità che, dopo morto, lo lasciassero nudo là sulla terra per il tratto di tempo necessario a percorrere comodamente un miglio”.
Un percorso inedito e intrigante, che si muove attraverso i costumi del capolavoro di Franco Zeffirelli Fratello sole, sorella luna, testimonianze biografiche e rappresentazioni artistiche.