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Corona-memory.ch, ricordi e storie da condividere al tempo del coronavirus

Servizio comunicazione istituzionale

Una banca dati digitale di memoria, per documentare esperienze, riflessioni e ricordi al tempo del coronavirus: è l’iniziativa corona-memory.ch - realizzata grazie alla collaborazione tra le Digital Humanities dell’Università di Berna, il portale delle scienze storiche della Svizzera infoclio.ch e l’Istituto media e giornalismo (IMeG) dell’USI – che offre al pubblico da tutta la Svizzera la possibilità di condividere le proprie storie.

Lanciata nell’aprile 2020, corona-memory.ch ha già raccolto oltre trecento contributi da varie parti del nostro Paese, documentando il cambiamento delle vite dei cittadini svizzeri durante l’emergenza e offrendo spunti di riflessione sulle diverse percezioni dell’”era del coronavirus”. Il portale accoglie costantemente nuovi contributi, che possono spaziare da video, immagini, messaggi vocali e testuali, o ancora contenuti condivisi sui social media.

Entrando nel sito, grazie a una mappa interattiva è possibile fare il “giro della Svizzera” ed esplorare questo archivio partecipativo, che in futuro diventerà un’importante testimonianza. La conservazione dei dati è infatti garantita dal coinvolgimento dell’Archivio Federale e Archivio Sociale svizzero e consentirà in futuro di ripercorrere le esperienze sociali che hanno caratterizzato questo particolare periodo.

L’Istituto di media e giornalismo dell’USI è diventato partner attivo del progetto grazie alla collaborazione consolidata con infoclio.ch, associazione con la quale sono stati organizzati vari eventi presso l'ateneo luganese (come la conferenza internazionale Computer Network Histories, svoltasi nel dicembre 2017) e con la quale l’IMeG condivide e promuove interessi di ricerca comuni a cavallo tra la storia e la memoria dei media e della comunicazione.

Nel team di corona-memory.ch c’è Luca Musarra, student assistant dell’Istituto e membro del social media team della Conferenza europea di comunicazione (ECREA), che nel 2018 ha fatto tappa a Lugano. Luca sottolinea l’importanza del coinvolgimento della popolazione, rivolgendosi in particolare alla Svizzera italiana: “la Svizzera italiana è stata la prima regione ad essere colpita dal coronavirus e con grande senso di comunità ha saputo affrontare questa crisi diventando anche un modello per il resto della Svizzera”. Ed è proprio il concetto di “comunità” che questa iniziativa vuole rafforzare, contribuendo ad arricchire la memoria collettiva: “lo scambio di ricordi, storie e testimonianze può accompagnare la ripresa da parte della società e fornire alle generazioni future gli strumenti per comprendere come sia stato affrontato questo momento storico difficile” conclude Luca.  

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