Nuove opportunità per Scholars at Risk, in difesa dei ricercatori a rischio

Servizio comunicazione istituzionale

15 Gennaio 2021

Il Fondo nazionale svizzero (FNS) ha promosso, nel corso del 2020, un nuovo programma di finanziamento che prevede un sostegno fino a 110'000 franchi per le attività della rete Scholars at Risk (SAR) in Svizzera. Al motto di "Liberi di pensare" ("Free to think"), SAR ha la missione di promuovere e garantire i principi e i valori della libertà accademica in tutto il mondo, così come di proteggere gli studiosi che affrontano minacce e di prevenire attacchi alla comunità scientifica. L'USI fa parte della rete Scholars at Risk dal 2016.

Secondo il prof. Boas Erez, Rettore dell’USI, “Il finanziamento del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica è un passo avanti molto importante per questo progetto, che riunisce una vasta rete internazionale di università per una giusta causa: fornire assistenza agli intellettuali in fuga da persecuzioni e violenze. Grazie a questo finanziamento gli atenei svizzeri hanno mezzi supplementari per fornire sostegno alla libertà accademica nel mondo, valore fondante di ogni università.”

La libertà accademica e l'autonomia istituzionale sono considerati diritti essenziali per gli istituti di istruzione superiore al fine di adempiere alla loro missione. Essi sono i pilastri per un'istruzione di qualità e elementi fondamentali per condurre ricerche scientifiche di rilevanza internazionale, contribuendo così allo sviluppo della società consentendo il trasferimento di conoscenza, innovazione, imprenditorialità e dibattito culturale e scientifico attraverso ricercatori e studiosi.

È fondamentale dunque che questi ultimi siano liberi di seguire le proprie idee e opinioni, di contribuire a discussioni aperte e di scegliere, secondo i valori delle istituzioni superiori, cosa proporre nel proprio insegnamento, ricerca o pubblicazione. La libertà accademica tuttavia non è un diritto garantito: in molti paesi, ciò che gli studiosi fanno, dicono o pensano può mettere loro e i loro cari a rischio, sia in termini di libertà che di benessere.

Fondata nel 1999 e con sede a New York City, la rete Scholars at Risk si occupa di garantire la libertà accademica, di promuoverne principi e valori al fine di proteggere gli studiosi e la comunità scientifica dalle minacce e dagli attacchi che potrebbero subire. La SAR organizza posizioni di ricerca e insegnamento temporanee sicure nella sua rete globale di oltre 500 istituti di istruzione superiore in 40 paesi. Ad oggi, più di 1'400 studiosi hanno trovato rifugio in questo modo, nove in Svizzera dal 2008.

Dal 2016 l'USI è membro della rete Scholars at Risk e membro attivo della SAR Swiss Section (SAR Svizzera), il cui scopo è promuovere i valori, la missione e le attività di Scholars at Risk ospitando studiosi, condividendo informazioni sulle buone pratiche e avviando attività congiunte.
A partire da ottobre 2020, il Fondo nazionale svizzero finanzia le attività di SAR in Svizzera nell'ambito del suo schema di finanziamento per gli scambi scientifici mettendo a disposizione una borsa di studio del valore massimo di CHF 110'000. La sede centrale a New York City valuta le domande presentate dagli studiosi e cerca un collocamento adeguato presso uno degli istituti di ricerca affiliati. Se un'istituzione svizzera è considerata un ospite idoneo e accetta di fornire un rifugio sicuro a un ricercatore, la nuova collaborazione consentirà alla rete di richiedere il sostegno finanziario del FNS.

Gli accademici interessati ad accogliere un candidato SAR o a saperne di più sull'appartenenza SAR dell'USI possono contattare il Servizio relazioni internazionali e mobilità all'indirizzo relint@usi.ch o maurizia.ruinelli@usi.ch.