Il cinema d'animazione e le donne: un binomio in evoluzione?
Servizio comunicazione istituzionale
31 ottobre 2024
Come è evoluto il rapporto tra il cinema d'animazione e le donne? Quanto e quale spazio hanno oggi i personaggi femminili sullo schermo e dietro le quinte? Eleonora Benecchi, Docente-ricercatrice presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell'Università della Svizzera italiana (USI) e Direttrice del Bachelor in Comunicazione, ne ha parlato nel corso della trasmissione radiofonica "Alphaville", in onda su Rete Due (RSI).
I personaggi femminili rappresentati sullo schermo sono cambiati molto nel corso del tempo, basti pensare alla differenza tra Biancaneve, protagonista del primo cartone animato della Disney, realizzato nel 1937, e la celebre principessa Elsa, uno dei personaggi principali di Frozen, tra gli ultimi capolavori disneyani. "Elsa resiste alle aspettative sociali - spiega Eleonora Benecchi - opponendosi all'immagine stereotipata della donna che trova la felicità perché raggiunge l’innamoramento, e che ha nell'innamoramento il massimo compimento del suo viaggio". La principessa dei ghiacci non è il primo personaggio a incarnare questa evoluzione, che era già visibile, ad esempio, in Mulan. Anche in questo caso è chiaro come sia presente l'idea che "la protagonista non abbia come obiettivo unicamente l'incontro con un personaggio maschile, ma piuttosto una missione personale e autonoma".
È forse anche per questa capacità di cogliere sentimenti e tendenze in fermento che il cinema d'animazione non può e non deve essere considerato un'arte riservata ai più piccoli. "Il cinema d'animazione non è più solo per bambini da tantissimo tempo, e forse non lo è veramente mai stato: se pensiamo ai primi spettatori che assistevano alle rappresentazioni di film d’animazione si trattava di persone che frequentavano i teatri. Sicuramente si è sdoganata l’idea che i cartoni animati non sono solo prodotti per bambini, anche grazie all’animazione nipponica che, tra la fine degli anni ’70 e l'inizio degli anni ’80, con il suo arrivo in Europa, ci ha messo di fronte alla consapevolezza del fatto che non tutti i prodotti d’animazione sono rivolti ai bambini" ha commentato Eleonora Benecchi.
Se sullo schermo i personaggi femminili sembrano aver acquisito maggiore autonomia ed emancipazione, la situazione "dietro le quinte" sembra essere meno rosea e, come auspicato da Eleonora Benecchi, numerosi passi avanti potrebbero essere compiuti per raggiungere una situazione di maggiore uguaglianza. "Nel campo dell'animazione c'è ancora poco spazio per le donne. Tante sono quelle coinvolte nella creazione di prodotti di successo, ma raramente in ruoli direttivi o visibili. Pochissime sono quelle a cui vengono affidati grandi progetti. Del resto, questo rispecchia una situazione più generale di sbilanciamento di genere che riguarda la maggior parte delle industrie creative".
La puntata integrale di "Alphaville" è disponibile al seguente link.