Il Professor Colin Porlezza prenderà parte al Journalistic Role Performance Project
Servizio comunicazione istituzionale
23 gennaio 2025
Il Prof. Colin Porlezza, Professore di giornalismo digitale presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell'Università della Svizzera italiana (USI), ricoprirà il ruolo di PI (investigatore principale) per la Svizzera all'interno del Journalistic Role Performance Project (JRP), uno dei progetti comparativi più grandi al mondo nel campo dei journalism studies.
Il Professor Colin Porlezza prenderà parte alla terza tappa del progetto, prevista per il quinquennio 2025-2029. Le fasi precedenti si sono svolte dal 2013 al 2018 e dal 2019 al 2023.
Il Journalistic Role Performance Project è uno dei progetti comparativi più grandi al mondo nel campo dei journalism studies. Si tratta di "un'iniziativa transnazionale e teorica nata nel 2013 per analizzare sistematicamente lo stato delle culture giornalistiche nel panorama dei nuovi media in tutto il mondo". Il JRP si propone due obiettivi: il primo è quello di osservare come i vari ruoli professionali "si materializzino nelle notizie in diversi contesti organizzativi, istituzionali e sociali", il secondo è quello di affrontare la discrepanza tra gli "ideali professionali e/o normativi e le pratiche giornalistiche, spiegando il divario tra l'importanza che i giornalisti e i media attribuiscono ai diversi ruoli professionali e la performance del ruolo giornalistico".
Nel corso degli anni, il JRP ha raggiunto traguardi notevoli, come l'analisi delle performance dei ruoli professionali nella stampa in 18 Paesi e il confronto tra la presenza di diversi ruoli giornalistici nei contenuti delle notizie di televisione, radio, stampa e media online in 37 Paesi, esplorando l'influenza di piattaforme e dei ritmi delle notizie all'interno dei diversi sistemi mediatici.
L'indagine condotta corso della terza fase del Journalistic Role Performance Project coinvolgerà 52 Paesi: 36 considerati nella seconda fase e 16 nuovi. La rete JRP comprende 59 università internazionali e 80 studiosi provenienti da America, Asia, Europa, Medio Oriente, Africa e Oceania, che rappresentano sistemi mediatici e classificazioni diverse. Al progetto partecipano inoltre un centinaio di studenti (Bachelor, Master e dottorandi).