Giacomo Jori e Marco Maggi, «Biblioteche di critici nella Svizzera italiana: i fondi di Carlo Dionisotti e di Giovanni Pozzi» (Ciclo Dottorato ISI)

Istituto di studi italiani

Data: 27 marzo 2025 / 15:30 - 18:30

Campus Ovest - Aula SI-003

Giacomo Jori e Marco Maggi

Biblioteche di critici nella Svizzera italiana: i fondi di Carlo Dionisotti e di Giovanni Pozzi

Carlo Dionisotti (Torino, 1908 - Londra, 1998) è stato il più importante storico della Letteratura italiana nel secolo scorso e fra i maggiori eruditi italiani dopo Benedetto Croce. La sua carriera universitaria si è svolta quasi interamente a Londra, un orizzonte europeo dal quale ha costantemente guardato all’Italia e alla sua tradizione letteraria. Negli studi di Dionisotti coesistono la distanza dello storico e il coinvolgimento della testimonianza civile. Un criterio giuridico ha costantemente guidato la sua ricerca: audiatur et altera pars, ascoltare le ragioni degli altri. È l’attenzione che contribuisce a spiegare da parte del laico Dionisotti il dialogo con il chierico Giovanni Pozzi, documentato dal carteggio pubblicato a cura di Ottavio Besomi. Dal 2017 gran parte dei suoi libri antichi e moderni, donati all’USI, fa parte dei fondi librari della Biblioteca Universitaria Lugano. Su molti di questi, i segni di lettura, vergati con stile costante e riconoscibile, permettono di cogliere gli accenti più personali del suo profilo di studioso e lettore, riflesso nei carteggi e nelle amicizie, nei temi dello storico e nella passione civile di testimone di un secolo.

Con la sua dotazione di circa 10.000 volumi, molti dei quali annotati, il Fondo Pozzi presso la Biblioteca di Salita dei Frati costituisce una risorsa di inestimabile valore per la ricostruzione dell’opera dello studioso locarnese e, in generale, degli studi letterari nella seconda metà del Novecento. Documento tanto più prezioso, in quanto collocato nella stessa sede fisica che ospita le circa 50.000 schede dell’archivio di lavoro, le carte contenute in centinaia di quaderni e cartelle, la collezione di migliaia di estratti, l’archivio fotografico e l’imponente corrispondenza (8.000 lettere di 1.100 corrispondenti, tra i quali Carlo Dionisotti e numerosi altri studiosi, scrittori e artisti di primo piano); di modo che le pubblicazioni possono essere analizzate geneticamente e in rapporto alla fitta rete di letture, annotazioni, scambi e incontri di cui lo studioso fu instancabile tessitore. Oltre che teatro della ricerca, la biblioteca fu per Pozzi oggetto di meditate riflessioni e, nel caso della costruzione di quella di Salita dei Frati, occasione di partecipazione al processo creativo in dialogo con l’architetto Mario Botta. Nella lezione si prenderanno in considerazione i diversi livelli sui quali la questione della biblioteca è presente nell’opera di Pozzi, a partire da casi di studio e analisi di testi dell’autore.

Prima lezione della parte IV del ciclo (Biblioteche degli scrittori).

Per ulteriori informazioni: Corsi dottorali dell'Istituto di studi italiani.