Senato accademico: la voce della rappresentante del corpo intermedio
Servizio comunicazione istituzionale
14 aprile 2025
Nel Senato accademico è rappresentato anche il corpo intermedio dell’USI, che è composto da assistenti-dottorandi, da assistenti postdoc, da collaboratori didattici e scientifici, da architetti collaboratori di atelier, da docenti-ricercatori e da docenti a contratto annuale con attività principale all’USI. Ecco la testimonianza di Elena Battaglia, assistente dottoranda in Linguistica italiana presso l'Istituto di studi italiani (ISI) e rappresentante del corpo intermedio in Senato.
Elena Battaglia, come valuta la sua esperienza in qualità di membro del Senato accademico?
“La mia esperienza in Senato è stata molto positiva. Ho potuto vedere da vicino la complessità dei processi che governano la nostra università e apprezzare l’impegno dei vari membri nel fare e fare bene, a servizio della comunità USI. Ho trovato disponibilità al confronto e all’ascolto delle proposte provenienti dal corpo intermedio”.
In che modo il Senato può contribuire positivamente all’operato del corpo intermedio dell’USI? E cosa direbbe a un/a collega indeciso/a se candidarsi o meno come rappresentante?
“Il corpo intermedio è molto eterogeneo e si trova spesso in una situazione di precarietà. Per me è stato importante scoprire come nodi problematici per noi, per esempio la mobilità o la progressione di carriera, siano spesso discussi. Le decisioni prese in Senato possono davvero fare la differenza negli anni a venire, quindi suggerirei senza esitazioni di candidarsi. È importante mantenere la diversità dei background: da dottoranda di Comunicazione, è stato arricchente confrontarmi non solo con i membri degli altri corpi, ma anche con gli altri rappresentanti del corpo intermedio provenienti da Facoltà diverse”.
Cosa significa, concretamente, rappresentare il corpo intermedio nel Senato? Può condividere un esempio di un’iniziativa o proposta discussa durante il suo mandato?
“Significa concretamente confrontarsi con regolarità con gli altri rappresentanti del corpo intermedio e partecipare a diverse commissioni e gruppi di lavoro. In quelle sedi si svolge un grande lavoro sui dossier che vengono poi presentati nelle sedute. Siamo quindi chiamati non solo a votare, ma anche a contribuire attivamente all’elaborazione delle proposte. Penso per esempio alla formazione di una corporazione del corpo intermedio sul modello di quelle presenti in altre università svizzere, nonché all’aumento della rappresentanza del corpo intermedio negli organi dell’Università e nelle commissioni di preavviso per il reclutamento; temi di cui ci siamo occupati durante il mandato che volge al termine. Personalmente ho inoltre partecipato ai lavori dell’Ufficio Presidenziale, dove insieme a membri del Rettorato e degli altri corpi viene elaborato l’ordine del giorno delle sedute”.