Habitus Fidei. Le vesti delle confraternite: un cammino fra arte, storia e fede

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Servizio comunicazione istituzionale

27 ottobre 2025

Arriva a Lugano l’ultima tappa della mostra itinerante Habitus Fidei. Le vesti delle confraternite: un cammino fra arte, storia e fede, che verrà inaugurata venerdi 7 novembre e che sarà visitabile presso Villa Ciani dall'8 al 23 novembre 2025. L’esposizione, curata dal Professor Lorenzo Cantoni (USI) e dal Professor Alessandro Tosi (Università di Pisa), racconta il mondo delle confraternite attraverso abiti, opere d’arte e un inedito avatar interattivo. Dopo Pisa e Lucca, la mostra conclude in Ticino il suo percorso tra arte, storia e devozione.

La kermesse propone un affascinante itinerario attraverso la storia delle confraternite, con particolare attenzione agli abiti confraternali e ai documenti figurativi in grado di testimoniarne il significato e le pratiche d’uso. Accanto alle vesti vengono presentati dipinti, libri, stampe, ma anche profumi e video rilevanti per comprendere questo mondo.

L’itinerario espositivo si è snodato attraverso tre città e quattro sedi, adattando i contenuti alle specificità di ciascun luogo. La prima tappa ha avuto luogo a Pisa, dal 9 maggio al 20 giugno 2025, dove la mostra è stata ospitata presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (dell’Università e del Comune di Pisa) e presso il Museo Nazionale di San Matteo. Nel periodo settembre-ottobre 2025, la mostra si è poi spostata a Lucca, all’interno della Chiesa e Battistero dei Santi Giovanni e Reparata, con un focus specifico sulle confraternite lucchesi. L’ultima tappa sarà per l'appunto Lugano, dal 7 al 23 novembre 2025, dove l’esposizione è stata allestita presso Villa Ciani e si concentra sugli abiti delle Confraternite ticinesi e sul loro importante ruolo nella storia religiosa e sociale del territorio.

Le Confraternite nascono come associazioni laicali già a partire dal VII secolo, e si diffonderanno dal Medioevo e dall’Età Moderna fino a oggi (in Europa sono tuttora attive oltre trentamila confraternite con circa sei milioni di membri). Hanno lo scopo di promuovere la vita religiosa dei propri membri – i confratelli, le consorelle – attraverso la penitenza, le opere di misericordia e il culto pubblico. Quest’ultimo si esprime in particolar modo attraverso le processioni: si tratta di tradizioni spesso antiche, ma ancora molto vive, cui partecipano numerosi fedeli, curiosi e turisti. Alcune di queste processioni sono state iscritte dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale, per esempio le processioni della Settimana Santa di Mendrisio, o la rete di processioni italiane che prevedono importanti strutture da portare a spalla, dette anche “grandi macchine a spalla”.

L’abito confraternale richiama anzitutto la veste battesimale, con cui una persona aderisce alla fede e vuole diventare come Cristo: di qui il titolo della mostra – Habitus Fidei – che in lingua latina indica sia gli abiti della fede, sia la virtù della fede. L’abito – detto anche sacco – è abitualmente molto semplice: si tratta di una sopra-veste, che viene indossata dai membri quando svolgono le attività proprie della confraternita. Solitamente è completato da un cappuccio, da una cintura, da un mantello e da un medaglione. La dotazione può poi includere cappello, guanti, scarpe, bastone e altri indumenti e accessori. I colori dell’abito spesso indicano simbolicamente la natura della confraternita e il suo eventuale legame con un ordine religioso.

La mostra offre un’opportunità unica per vedere gli abiti delle confraternite ticinesi e per riflettere sul tema del vestire e sul suo senso nella tradizione cristiana. Chi la visita avrà poi l’occasione di dialogare – in italiano, francese, tedesco o inglese – con l’avatar di un confratello esperto di storia e di abiti confraternali, ricostruito grazie all’intelligenza artificiale generativa.

La mostra è curata dal professor Lorenzo Cantoni dell’USI e dal professor Alessandro Tosi, dell’Università di Pisa. L. Cantoni è direttore della Cattedra UNESCO dell’USI, del Master in Turismo Internazionale e di quello in Comunicazione Digitale della Moda (doppio diploma con la Sorbona di Parigi); A. Tosi è storico dell’arte, direttore scientifico del Museo della Grafica dell’Università di Pisa e vicepresidente del Sistema Museale dello stesso Ateneo.

L’edizione luganese è co-curata dal dottor Davide Adamoli, collaboratore scientifico dell’Archivio Storico della Diocesi di Lugano, autore di una ricerca dottorale sulle confraternite ticinesi, realizzata all’Università di Friburgo.

La mostra sarà inaugurata il 7 di novembre e sarà aperta dall’8 al 23 novembre:

  • al pubblico tutti i giorni, sabato e domenica inclusi, dalle ore 15:00 alle ore 19:00
  • per le scuole, con visite guidate su prenotazione dal sito internet:
    • lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 15:00
    • mercoledì, dalle ore 9:00 alle ore 12:00
    • il martedì le visite guidate sono in lingua tedesca e inglese, gli altri giorni in lingua italiana

il 20 novembre la mostra sarà chiusa.

Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito web dedicato: https://habitusfidei.art/