Libertà di stampa e democrazia: all'USI un confronto sulle sfide del giornalismo contemporaneo
Servizio comunicazione istituzionale
11 maggio 2026
Lo scorso lunedì 4 maggio l’Auditorium dell’USI a Lugano ha ospitato una serata pubblica dedicata alla libertà di stampa, promossa in occasione della Giornata internazionale della libertà di stampa da ONG, sindacati e associazioni della società civile attive in Ticino. L’incontro ha offerto uno spazio di riflessione sulle condizioni del giornalismo a livello globale e nazionale.
La serata si è aperta con la proiezione di tre cortometraggi presentati all’ultima edizione del DIG Festival, dedicati alla situazione della libertà di stampa a Hong Kong, Gaza e in Iran. Attraverso queste testimonianze è emersa la crescente esposizione dei giornalisti a violenze, incarcerazioni e repressioni nei contesti di conflitto e autoritarismo. Philip Di Salvo, esperto di giornalismo, giornalista e membro del comitato direttivo del DIG Festival, ha ricordato come a Gaza siano stati uccisi più giornalisti che in tutte le guerre del secolo scorso.
Nel corso del dibattito, il professor Colin Porlezza, Direttore dell’Istituto di Media e Giornalismo (IMeG) dell’USI, ha sottolineato come il giornalismo sia oggi sempre più “soffocato da un discorso politico ostile” e sottoposto a crescenti pressioni normative ed economiche. Richiamando il ruolo centrale dell’informazione nelle società democratiche, ha ricordato che “proteggere il giornalismo significa proteggere la possibilità stessa di conoscere, discutere e decidere insieme”.
Pur collocandosi all’ottavo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa di Reporters sans frontières, anche la Svizzera deve confrontarsi con criticità rilevanti. Tra i temi emersi durante la discussione figurano l’assenza di una vera politica dei media, il progressivo indebolimento economico del settore e il peggioramento delle condizioni di lavoro dei professionisti dell’informazione. Nel dibattito è stato inoltre richiamato il recente accordo di settore approvato da syndicom e impressum per la Svizzera italiana e tedesca, considerato un primo passo verso maggiori tutele per chi opera nei media privati.
L’evento ha ospitato anche la presentazione del caso del giornalista guatemalteco José Rubén Zamora Marroquín, sostenuto dal Gruppo Ticino di Amnesty International dopo oltre tre anni di detenzione preventiva legata alle sue inchieste sulla corruzione.
La serata è stata organizzata dalla dr.ssa Laura Amigo Weinberger e dal professor Colin Porlezza dell’IMeG, in collaborazione con Amnesty International, Associazione Ticinese dei Giornalisti, Corso di Giornalismo della Svizzera italiana, DIACOMET Project, DIG Festival, Fondazione Diritti Umani ETS, Reporter Senza Frontiere Svizzera, SSM e syndicom.