Barbara Allason, Confessioni di una letterata
Istituto di studi italiani
Barbara Allason (Pecetto Torinese, 1877 – Torino, 1968), testimone di due secoli, germanista, scrittrice e traduttrice, amica di Piero e Ada Gobetti, è figura dimenticata della cultura e dell’antifascismo torinesi. Capolavori del suo lascito morale e saggistico sono nel secondo dopoguerra due libri opposti e complementari, le Memorie di un’antifascista (1946) e Vecchie ville vecchi cuori (1950), già riedito per i tipi di Aragno. Come mostra l’introduzione di Giacomo Jori, il profilo autobiografico di Barbara Allason, le inedite Confessioni di una letterata, corredate da un Ricordo di Piero Gobetti, sono l’affascinante memoriale di un infaticabile incedere fra crinali, aporie, rimozioni. È stato Furio Jesi, esperto di ombre e battaglie, che fu suo interlocutore, il primo a riscoprire le Memorie di un’antifascista, additando «alle nuove generazioni l’opera di Barbara Allason, la quale, conosciuta la vecchiezza, ha saputo realizzare cotesta esperienza di vita senza precludersi neppure ora quella commossa partecipazione del sentimento ad ogni speculazione dell’intelletto che ha segnato ogni istante della sua attività di scrittrice, di saggista» (1961).