Un passo verso l'inclUSIone
Servizio comunicazione istituzionale
6 settembre 2024
L’Università della Svizzera italiana (USI) ha avviato per il biennio 2024-2026 il progetto InclUSIone, il quale mira a integrare studenti con lo statuto S all’interno della comunità accademica. Maurizia Ruinelli, collaboratrice del Servizio relazioni internazionali e mobilità e responsabile del progetto, e Oleh, futura matricola del Bachelor in Comunicazione offerto dalla Facoltà di comunicazione, cultura e società ne hanno parlato ai microfoni di Millevoci, in onda su Rete Uno (RSI).
Maurizia Ruinelli ha ricordato che negli ultimi quattro anni dieci studenti provenienti da Siria, Turchia, Iran e Ucraina hanno avuto l’opportunità di prendere parte a corsi di lingua, di seguire lezioni come uditori oltre che di intraprendere formazioni universitarie regolari.
Oltre alla responsabile del progetto, nel corso della trasmissione è intervenuto Oleh, il quale ha raccontato la sua storia a partire dal suo arrivo in Svizzera nel 2023. Il giovane studente, che si è dichiarato un appassionato di giornalismo e comunicazione, ha parlato delle sue aspettative rispetto al percorso universitario che si appresta a iniziare.
Maurizia Ruinelli ha sottolineato come il progetto miri a creare integrazione e inclusione, ma anche pari opportunità per gli studenti seguiti, i quali vengono accompagnati nel loro ingresso nel mondo accademico e nel mondo del lavoro. Un altro termine chiave del progetto InclUSIone è la collaborazione, portata avanti sia con altre università (svizzere e non), sia con enti cantonali ed enti di supporto ai rifugiati.
L’obiettivo del progetto è quello di portare un beneficio all’intera comunità accademica: sono infatti previsti iniziative e workshop per il corpo accademico, il corpo amministrativo e gli studenti. Inoltre, “C’è la possibilità di aprirsi a un dibattito, all’approfondimento del tema delle migrazioni, che è un tema cruciale in questo momento. Aprirsi a queste iniziative permette anche a noi come corpo amministrativo, ma anche agli studenti di confrontarsi con delle realtà diverse dalle nostre; con studenti provenienti da regioni dove sono in atto dei conflitti o dove la libertà di espressione non è garantita. Noi magari leggiamo le notizie relative a questi paesi, ma in questo modo abbiamo la possibilità di avere un confronto diretto con chi in queste regioni è nato e ha vissuto”.
L’auspicio del gruppo di lavoro è quello che il progetto, per ora previsto per una durata di due anni, possa essere esteso per il futuro.
L'intervista è disponibile al seguente link.