Lo studio JAMES: una finestra sul rapporto tra giovani e media in Svizzera

© Ron Lach
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Servizio comunicazione istituzionale

5 dicembre 2024

Dal 2010, l’Istituto di Media e Giornalismo (IMeG) dell’Università della Svizzera italiana (USI) è responsabile per la Svizzera italiana dello studio nazionale JAMES (Jugend, Aktivitäten, Medien – Erhebung Schweiz), che indaga l’uso dei media da parte di adolescenti tra i 12 e 19 anni su suolo elvetico. Lo studio è svolto in collaborazione con Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW), il Département de sociologie dell’Université de Genève e il Medienpädagogischer Forschungsverbund Südwest in Germania.

Nell'ambito dello studio pubblicato nel 2024, sono state evidenziate alcune tendenze riassunte nei punti elencati di seguito.

 

Intelligenza artificiale e vita quotidiana

L'intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente diventando parte integrante della vita mediale delle nuove generazioni. Il 71% dei giovani in Svizzera ha già usato strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT, e il 34% li usa almeno una volta a settimana. Più di un quinto dei giovani sfrutta queste applicazioni come fonte informativa, integrandole nelle attività quotidiane di ricerca e apprendimento. Lo scenario che si profila è ricco di potenzialità per l’accesso immediato e personalizzato alle informazioni, ma anche di rischi nel caso in cui i giovani si fidino acriticamente di questi strumenti. Diventa sempre più cruciale educare i giovani a usare l'IA in modo consapevole, insegnando loro a verificare le fonti e la correttezza delle informazioni ricevute.

 

I social media per intrattenersi e informarsi

WhatsApp, Snapchat, Instagram e TikTok sono strumenti centrali nella vita digitale dei giovani in Svizzera, indipendentemente dall’età, dal sesso o dal background sociale. La preferenza generale per applicazioni basate sulle immagini sottolinea l'importanza dei contenuti visivi e interattivi per i giovani. Va poi sottolineato che social media e applicazioni di messagistica sono usati sia per intrattenersi, che per informarsi. Questi, però, non sono strumenti neutri. Il controllo esercitato dagli algoritmi su queste piattaforme influenza significativamente quali informazioni i giovani ricevono e condividono, contribuendo a definire i temi di discussione e a plasmare il loro modo di vedere il mondo. Per questo va rinforzata l'educazione mediale per consentire ai giovani di usarle e valutarle in modo critico.

 

Aspetti problematici

La maggior parte dei giovani intervistati non sembra ancora aver avuto esperienze negative significative con i media, ma emergono alcune criticità che richiedono attenzione. Quasi un quarto dei giovani ha subito offese o insulti ripetuti tramite messaggi privati. È significativo osservare che non ci sono quasi differenze nei risultati tra chi pratica attivamente il cybermobbing e chi ne è vittima. Una possibilità è che molti giovani si trovino a ricoprire entrambi i ruoli. Le molestie sessuali crescono con l’età e colpiscono in particolare le ragazze. Questi dati sottolineano l’urgenza di promuovere la sicurezza digitale già a partire dalle scuole primarie.

Ci sono poi rischi nascosti nei mondi ludici frequentati dai giovani. Otto giovani su dieci giocano abitualmente ai videogiochi con una preferenza netta per i giochi gratuiti come Brawl Stars. Tuttavia, questi giochi in diversi casi usano strategie progettate per influenzare il comportamento dei giocatori. Ad esempio, le ricompense casuali per incentivare a continuare a giocare, le monete virtuali che rendono difficile capire quanto si sta realmente spendendo e la natura collettiva di alcuni momenti del gioco che incoraggiano una partecipazione regolare per non deludere il gruppo. La presenza di queste strategie manipolative solleva interrogativi etici e invita genitori e autorità a vigilare per garantire un ambiente di gioco più sicuro.

 

Un progetto con un impatto concreto

I risultati dello studio JAMES non si limitano al contesto accademico: i dati raccolti alimentano la piattaforma nazionale Giovani e Media, un’iniziativa volta a sostenere genitori e specialisti nell’accompagnare i minori verso un uso sicuro e responsabile dei media digitali. Per questa piattaforma, il team di ricercatori coinvolti nello studio JAMES collabora alla stesura di guide pratiche, come "Competenze mediali. Raccomandazioni per l'utilizzo dei media digitali", contribuendo a tradurre la ricerca in strumenti utili per la società.

 

Leggi il rapporto JAMES 2024 completo a questo link.