Geolocalizzazione e turismo: e se perdersi fosse un arricchimento?
Servizio comunicazione istituzionale
12 febbraio 2025
La Piazza Grande di Locarno e la Swissminiatur di Melide sono fra le attrazioni più recensite su Google in Svizzera, confermando come le piattaforme digitali abbiano un ruolo sempre più centrale nel turismo. Ma come influiscono i sistemi di geolocalizzazione sull’esperienza del viaggiatore? Ne ha parlato al Quotidiano (RSI) il Prof. Lorenzo Cantoni, Professore ordinario presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’Università della Svizzera italiana (USI) e direttore del Master in International Tourism.
Dal 2005, Google Maps è diventato l’atlante digitale più grande al mondo, utilizzato ogni mese da oltre due miliardi di persone. Un tempo era necessario affidarsi a cartine, consigli di abitanti locali o all’intuito per orientarsi in una nuova città; oggi, con un clic, possiamo sapere esattamente dove andare, cosa vedere e persino cosa ne pensano gli altri visitatori.
“Con l’uso della geolocalizzazione e delle mappe geografiche digitali abbiamo visto un fiorire di servizi, chiamati mashup, legati alla geografia – ha spiegato il Professor Lorenzo Cantoni – Oggi quasi tutti i dati che vengono registrati sono collegati a uno spazio e questo è decisivo per il turismo, ad esempio per identificare la posizione in cui le persone cercano un alloggio”.
Le recensioni online rappresentano un potente strumento di marketing per le destinazioni turistiche, mentre la geolocalizzazione rende gli spostamenti più facili e immediati. Ma questa rivoluzione digitale ha solo risvolti positivi?
“Credo che anche perdersi in uno spazio, come capitava abitualmente nel turismo prima di questi sistemi, sia un’esperienza molto educativa perché ci permette di capire che il mondo è molto più grande della nostra comprensione e della nostra mappa mentale. Penso dunque che dovremmo riflettere di più sul fatto che stiamo perdendo la possibilità di perderci” ha concluso il Professor Cantoni.