Pier Paolo Pasolini e l'educazione attraverso la poesia
Servizio comunicazione istituzionale
4 marzo 2025
In occasione dei 50 anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, il Prof. Giacomo Jori, Professore straordinario presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell'Università della Svizzera italiana (USI), ha tenuto una conferenza dedicata al poeta italiano presso la Società Dante Alighieri di Locarno, e ne ha ricordato il ruolo di pedagogista nel corso di una puntata di "Alphaville" (Rete Due - RSI).
Nel corso della conferenza, intitolata "Pasolini educatore e poeta", il Professor Giacomo Jori ha voluto ricordare la figura di Pier Paolo Pasolini evidenziandone, tra i molti ruoli ricoperti, quello di maestro. "Ho scelto questo tema perché ci obbliga a leggere Pasolini, che è un personaggio molto discusso e che spesso viene citato, ma è poco letto. Il tema dell'educazione ci obbliga invece a ripercorrerlo e rileggerlo nel suo insieme. Pasolini è stato maestro negli anni '40, quando si trovava in Friuli insieme alla madre. Tuttavia, non ha mai smesso di considerarsi un educatore, tanto che uno dei suoi ultimi libri, "Le lettere luterane", si aprono con un trattatello pedagogico".
Per Pasolini, uno degli strumenti pedagogici per eccellenza fu la poesia: "La poesia è per definizione un'istituzione educativa e di formazione. Pasolini scrisse fin da giovanissimo dei saggi su come avvicinare i ragazzi al verso poetico. Egli ripeteva inoltre spesso di come durante gli anni scolastici avesse letto Rimbaud, il quale lo aveva reso antifascista, fu dunque la poesia a educarlo politicamente".
Il caso di Pasolini dimostra come la poesia possa essere anche uno strumento di educazione civica, come ricordato dal Professor Jori: "La libertà è uno dei valori della poesia, oltre che uno dei valori nei quali Pasolini credeva fermamente. A tale riguardo è importante ricordare un dato storico: Pasolini aveva vent'anni alla fine della Seconda Guerra mondiale, e ha dovuto porsi il problema di come ricostruire un Paese distrutto dalla guerra e dal fascismo. Giunse alla conclusione che per ricostruire l'Italia bisognava partire dall'educazione: nel 1942 scrisse "educare: questo sarà forse il più alto ed umile compito affidato alla nostra generazione". La sua generazione ha dunque creduto nel valore delle lettere, considerandole un mezzo per compiere quel processo educativo che era sentito come un dovere generazionale".
Sebbene l'elemento civile sia una costante ispiratrice per l'opera pasoliniana, è in particolare in due opere che esso emerge, come ricordato dal Professore dell'USI: "Le due raccolte nelle quali l'elemento civile è particolarmente presente sono "Le ceneri di Gramsci" e "Trasumanar e organizzar". Tuttavia, la poesia di Pasolini è generalmente pervasa da questo elemento che, sebbene non sempre compaia in modo esplicito, non abbandona mai la sua scrittura".
L'intervista completa al Professor Giacomo Jori ad "Alphaville" (Rete Due - RSI) è disponibile al seguente link.