Sei generazioni in un ufficio: limite o risorsa?

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Servizio comunicazione istituzionale

28 marzo 2025

Nell’ambito del Master in International Tourism, martedì 25 marzo l'Università della Svizzera italiana (USI) ha ospitato la lezione pubblica "XYZ, Young Generations and the Future of Work", tenuta da Rachele Focardi, esperta di dinamiche generazionali nei luoghi di lavoro, la quale ha parlato del rapporto tra le diverse generazioni nel mondo del lavoro ai microfoni di TeleTicino. 

"Ci troviamo in un momento storico unico: ci sono fino a sei generazioni che lavorano insieme, una cosa che non era mai successa prima - ha spiegato Rachele Focardi -. Le più giovani sono la generazione Z, che sta entrando nel mondo del lavoro e che a breve rappresenterà una grossa percentuale, e la generazione Alpha, costituita dai ragazzini più giovani, che stanno entrando nelle scuole superiori". Come spiegato dall'esperta, nel contesto lavorativo attuale si ha l'aspettativa che ognuno possa contribuire, ma le varie generazioni hanno un trascorso diverso, poiché sono state influenzate dall'epoca storica nella quale sono cresciute. "Per poter collaborare efficacemente sono dunque necessari spirito di comprensione e consapevolezza delle reciproche diversità. Invece, le aziende anziché poter portare avanti progressi e cambiamenti positivi, spesso sono confrontate con le difficoltà di collaborazione tra le diverse generazioni, che spesso non considerano lavorare insieme come un valore aggiunto" ha commentato Rachele Focardi.

In Svizzera l'importanza della collaborazione intergenerazionale sembra essere chiara, come dimostra il fatto che l'Università di San Gallo organizza da oltre 50 anni un simposio focalizzato sul dialogo intergenerazionale, nel corso del quale si discute di cosa le diverse generazioni debbano le une alle altre e di come sia possibile affrontare le problematiche con le quali siamo confrontati, tra loro interconnesse, grazie alla collaborazione intergenerazionale.

Secondo un recente studio, quasi un dipendente su cinque appartenente alla generazione Z è insoddisfatto della collaborazione con le generazioni più anziane: "Credo che questa insoddisfazione vada in entrambe le direzioni - ha affermato Rachele Focardi - l'89% dei dipendenti fa fatica a lavorare con le altre generazioni, e più del 90% dice di vivere conflitti intergenerazionali quotidianamente o settimanalmente. Questo ci indica che non è solo la nuova generazione a fare fatica, ma sono anche le generazioni che sono già nel mondo del lavoro ad avere difficoltà a capire i giovani che stanno entrando nella realtà lavorativa, ed è proprio per questo che secondo me c'è bisogno di comprensione e di accettazione del fatto che il mondo del lavoro sia cambiato. Quello che valeva per un baby boomer (partire dal basso, fare la gavetta, seguire il boss) non esiste più nella realtà di oggi. Le nuove generazioni vogliono entrare nelle aziende e avere un impatto, venendo seguite e sostenute. Ovviamente, questa visione può inizialmente essere difficile da comprendere per i dipendenti che già si trovano in azienda, perché hanno vissuto un'esperienza completamente diversa".

Il rapporto tra le diverse generazioni è compromesso anche a causa di numerosi pregiudizi reciproci: uno molto comune è il fatto che le nuove generazioni non abbiano la forza e la resistenza di quelle passate: "Questo non è affatto vero - ha spiegato l'esperta - le nuove generazioni stanno crescendo in un mondo che non è mai stato così complesso, pertanto stanno attraversando una serie di difficoltà che le altre generazioni non possono capire, perché non ci sono passate". D'altro canto, le generazioni più anziane sono spesso accusate di essere resistenti ai cambiamenti e individualisti. "Anche queste affermazioni non sono vere. Proprio per questo è importante capire che quando non c'è comprensione dei contesti nei quali ogni generazione è nata e cresciuta è facilissimo cadere negli stereotipi" ha affermato Rachele Focardi.

Ci sono però anche esempi virtuosi, nei quali la politica di inclusione generazionale funziona efficacemente, portando risultati notevoli, come raccontato da Rachele Focardi: "Ho lavorato con baby boomers leader fantastici, i quali hanno capito l'importanza del cambiamento, e proprio per questo hanno creato dei team multigenerazionali nei quali tutti sono allo stesso livello, a prescindere dall'età e dall'esperienza, con l'idea di trovare soluzioni insieme. In alcune aziende, giovani che lavorano da massimo un anno sono stati affiancati ai membri del board nella presa di decisioni strategiche per l'azienda. Si tratta di una soluzione che permette non solo di inserire nel gruppo decisionale persone spesso più vicine ai consumatori, ma anche di favorire uno scambio bidirezionale: la generazione giovane può insegnare ai colleghi a utilizzare la tecnologia in maniera efficiente e a pensare ai problemi in modo diverso, e allo stesso tempo impara dalle generazioni più mature come lavorare con i clienti e come impostare la politica aziendale".

L'intervista completa a Rachele Focardi, realizzata da TeleTicino, è disponibile al seguente link (dal minuto 5:00).