Le didascalie del paesaggio goethiano

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Servizio comunicazione istituzionale

11 aprile 2025

Giovedì 10 aprile l’Istituto di studi italiani (ISI) dell’Università della Svizzera italiana (USI) ha ospitato il workshop intitolato "Paesaggio con didascalie. Combinazioni intermediali oltre l'umano". Michele Cometa, Professore di letterature comparate e cultura visuale all’Università di Palermo e ospite della giornata, ha riflettuto sui paesaggi di Goethe durante un’intervista ai microfoni di Alphaville (Rete Due - RSI).

Commentando il titolo del workshop, Michele Cometa ha spiegato come esso faccia riferimento a una pratica che dura da secoli: inserire le parole nel paesaggio a più livelli, sia nella pratica del giardino, sia nelle rappresentazioni grafiche dello stesso. "La questione è però molto più ampia - ha spiegato l'esperto - il progetto del collega Marco Maggi, che ha ideato e organizzato il workshop, si inserisce nel contesto dell'ecocritica, che è un modo di vedere la produzione letteraria tenendo conto di istanze ecologiste, evoluzioniste, ma anche del ruolo fondamentale che la letteratura svolge per il nostro bios e per la nostra nicchia ecologica".

Come ricordato da Michele Cometa, già nel Barocco la letteratura entra nel sistema-giardino, un sistema multimediale: "Nel giardino ci sono piante, rocce, fiumi, ma ci sono anche iscrizioni e corpi che si muovono facendo delle vere e proprie performance".

Un'altra dimensione che gioca un ruolo centrale è quella interculturale: "Esistono diverse idee di giardino e di intermedialità; è chiaro che un giardino cinese assorbe gli altri media in modo diverso rispetto a un giardino occidentale. Nel corso del mio intervento durante il workshop, parlerò di Goethe, che è uno dei più importanti scrittori del canone occidentale, interverrà però anche una mia collega che parlerà dei giardini cinesi". La relazione di Michele Cometa è stata infatti seguita da quella di Yolaine Escande, direttrice di ricerca al CNRS e all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, studiosa di lingua, letteratura e civiltà cinese.

Approfondendo il tema dello sguardo di Goethe sul paesaggio, Michele Cometa ha ricordato il valore del quadernetto lasciatoci dall'autore tedesco, spesso trascurato dai critici: "Goethe comprò un album di formato particolare, sul quale raccolse una serie di disegni che richiamano le sue esperienze paesaggistiche nell'arco della sua intera vita; vi troviamo esperienze italiane, esperienze tedesche, e in generale un po' tutto quello che l'autore sa e fa fino al 1806. Potremmo definire questo quadernetto un incunabolo di tutta la produzione goethiana, ed è un peccato che i germanisti lo abbiano trascurato".

Michele Cometa sottolinea inoltre l'importanza del titolo dato al quadernetto: "Oltre a essere un quaderno di viaggi e di divertimenti, è anche un Trostbüchlein, ovvero un quaderno consolatorio, poiché Goethe lo dedica soprattutto ad Anna Amalia, una figura per lui molto importante, e alla nipote Carolina Louise. Inoltre, contiene numerosi fatti privati: Anna Amalia muore nel 1807, pertanto Goethe decide di farle un omaggio disegnando dei paesaggi nei quali viene letteralmente inscritto il suo nome a caratteri cubitali. Ancora, Goethe usciva da un periodo drammatico dal punto di vista personale: era infatti l’epoca delle guerre napoleoniche. Ed è curioso che l’autore si consoli e consoli i suoi lettori attraverso questi passaggi idilliaci e costruendo questo monumento ad Anna Amalia".

La personalità di Goethe è caratterizzata da un'ulteriore peculiarità: "È forse una delle ultime figure in grado di conciliare esperienze dell’arte ed esperienza scientifica, e ciò traspare chiaramente dai suoi volumi, perché l’attenzione che ha, ad esempio, per le rocce sulle quale sono iscritti i nomi di Anna Amalia e di altri personaggi, è la prova della conoscenza profonda che aveva della geologia, che ha un significato profondo nella costruzione e nell’interpretazione del paesaggio. Questo elemento si riflette anche nell’attenzione ai fiumi, alle montagne, e persino alle nuvole, che lui studia da poeta ma anche da scienziato" ha spiegato Michele Cometa.

Nell'opera di Goethe è possibile ritrovare l'approccio medievale secondo il quale ogni singolo oggetto del paesaggio naturale sia simbolo di qualcosa di trascendente; un'idea che ha guidato la costruzione dei giardini: “Goethe ha dunque disegnato un liber naturae, un libro della natura, prima ancora che un omaggio alla duchessa di Weimar e una riflessione sulla drammaticità dei tempi”.

Michele Cometa ha concluso sottolineando l'interesse antropologico dimostrato dall'autore tedesco nel corso dei suoi viaggi in Italia: "Quando intraprese il suo viaggio in Italia, Goethe era molto attento alla situazione politica ed economica e all’antropologia in generale degli italiani e soprattutto del Sud Italia; era invece meno interessato alle questioni estetiche, nonostante il volume finale derivato dal viaggio risultò essere una summa generale della sua estetica antiromantica. Leggendo tra le righe si può però cogliere come Goethe non manchi nessuno degli appuntamenti fondamentali della cultura del momento".

L'intervista completa al Professor Michele Cometa ad Alphaville (Rete Due - RSI) è disponibile al seguente link.