Franco Contorbia, «Su Sergio Solmi politico» e Giulia Radin, «Tra i libri e le carte di Sergio Solmi: custodire e valorizzare un complesso archivistico e bibliografico» (Ciclo Dottorato ISI)

Istituto di studi italiani

Data: 22 maggio 2025 / 15:30 - 18:30

Campus Ovest - Aula A-23

Franco Contorbia (Università degli Studi di Genova) e Giulia Radin (Fondazione Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno)

Su Sergio Solmi politico e «Più che uno scrittore, più che uno studioso, mi sono sempre considerato un lettore». Tra i libri e le carte di Sergio Solmi: custodire e valorizzare un complesso archivistico e bibliografico

Su Sergio Solmi politico
Franco Contorbia

L’intervento aspira a mettere a fuoco il senso delle opzioni immediatamente o latamente politiche di un grande critico della letteratura italiana e francese come Sergio Solmi nel lungo arco temporale che separa il 1917 (anno della sua chiamata alle armi con la classe 1899) e gli anni estremi della sua esistenza.
L’analisi si snoderà tra prima guerra mondiale e immediato dopoguerra; crisi dell’Italia liberale, avvento e stabilizzazione del fascismo; seconda guerra mondiale e partecipazione di Solmi alla lotta di liberazione nelle fila del Partito d’Azione; presenza di Solmi nella cultura politica dell’Italia del secondo dopoguerra.
Particolare attenzione verrà dedicata ai destini simili e diversi di Sergio Solmi e di Eugenio Montale a partire dalla condivisione delle stesse esperienze e degli stessi spazî fisici nella Scuola di Applicazione di Fanteria a Parma, nell’inverno 1917-1918, avanti la partenza di entrambi per il fronte. Un analogo parallelismo di tratti delle loro vite sarà possibile ravvisare nella comune militanza, in due stagioni contigue ma imperfettamente sovrapponibili, nel Partito d’Azione a Milano (Solmi) e a Firenze (Montale).
Altrettanto rilievo verrà riservato alla posizione di Solmi nel dibattito culturale italiano dopo il ’45, su una linea non omologabile né agli statuti della cultura liberale né ai modelli della politica culturale di impronta zdanoviana perseguita dal Pci anche dopo la morte di Zdanov: circostanza, quest’ultima, tanto più significativa se si pensi che nel 1925 il gobettiano Solmi era stato collaboratore non occasionale dell’«Unità» di Antonio Gramsci come critico teatrale.

 

«Più che uno scrittore, più che uno studioso, mi sono sempre considerato un lettore». Tra i libri e le carte di Sergio Solmi: custodire e valorizzare un complesso archivistico e bibliografico
Giulia Radin

La biblioteca e le carte di Sergio Solmi, custodite da un decennio presso la Fondazione Sapegno, costituiscono un punto di vista privilegiato tanto per rileggere il Novecento letterario quanto per entrare nella vita del “soggetto produttore” e del suo modus operandi. Se sui libri della biblioteca Solmi ha vergato scarse annotazioni (riservate soprattutto ai propri testi), essi sono l’oggetto precipuo di molti suoi scritti – recensioni, giudizi editoriali, note di lettura, traduzioni, presentazioni –, che trovano un riscontro nelle carte preparatorie e nei materiali d’archivio; le numerose dediche apposte sui libri dagli amici – scrittori, poeti, artisti – sono d’altra parte in costante dialogo con la ricchissima corrispondenza conservata da Solmi, nella quale pure si possono trovare tracce di diversi progetti editoriali e culturali (collane, libri, riviste), sicché il legame fra biblioteca e archivio risulta inscindibile. Nel corso della sua vita, inoltre, Solmi ha dedicato una straordinaria attenzione alla costruzione della propria biblioteca “fisica”, dotandosi di schede catalografiche ed ex-libris, ma anche della propria biblioteca “interiore”, annotando puntualmente, dal 1919 al 1981, le proprie letture su appositi quaderni, che documentano la vastità e l’eterogeneità dei suoi interessi di lettore, prima che di studioso e scrittore. Nel corso dell’intervento si prenderanno in esame, da un lato, il valore della lettura per Solmi e gli strumenti dei quali si è munito egli stesso per tenersi saldamente ancorato al “sopramondo fatto di luce”; dall’altro, gli strumenti che la Fondazione Sapegno sta costruendo per valorizzare l’ingente patrimonio documentario e librario raccolto dallo scrittore e favorirne una fruizione partecipata.

 

Terza lezione della parte IV del ciclo (Biblioteche degli scrittori).

Per ulteriori informazioni: Corsi dottorali dell'Istituto di studi italiani.