Le forme del conflitto - Annick Paternoster

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Istituto di studi italiani

Data: 3 novembre 2025 / 18:00 - 19:30

Aula A-11, Campus Ovest USI

Annick Paternoster: “Che ti venga la peste!” Maledire con la malattia, dal Trecento al giorno d’oggi

Il mio intervento affronta la scortesia in prospettiva storica: parole e formule con cui si offende l’altro, ieri come oggi. L’idea è semplice: anche quando crediamo di parlare d’istinto – per rabbia, disprezzo o frustrazione – ricorriamo spesso a espressioni prefabbricate, tramandate nel tempo.

Mi concentro su un caso tipico: le maledizioni del tipo «che ti venga…» (peste, colera, una fistola, ecc.). Esempi come «che ti venga il gavocciolo» (bubbone pestoso) compaiono in statuti e atti giudiziari medievali, mentre la teologia li considerava peccaminosi e blasfemi. Gli usi letterari (da Boccaccio a Goldoni, Verga, e oltre), analizzati tramite un grande corpus digitale, mostrano una preferenza per mali gravi (peste, rabbia), mentre gli usi benedicenti sono rarissimi. Nata nel Medioevo, la formula ha conosciuto periodi di scarsa diffusione e fasi di ritorno; oggi ricorre soprattutto come attacco verbale o sfogo, non come atto magico. In passato, invece, si credeva che la maledizione fosse “efficace”, cioè capace di far accadere ciò che si augurava. Per questo va distinta da insulti e minacce, dato che la si riteneva in grado di produrre effetti reali (ad es. stregoneria, scomuniche) grazie all’invocazione di un potere soprannaturale o spirituale.

Esistono dunque vere e proprie “grammatiche della scortesia”. La scortesia è, curiosamente, più stabile della cortesia: laddove molte formule cortesi cambiano o scompaiono, «che ti venga…» conta quasi sette secoli – e li porta benissimo.

 

Bibliografia

Giovanna Alfonzetti, “Fuck Prof Ke lezione di merda”. Insultare sui muri dell’università, «Quaderns d’Italià», 25 (2020), pp. 103-134.
Giovanna Alfonzetti, Margherita Spampinato-Beretta, Gli insulti nella storia dell’italiano. Analisi di testi del tardo medioevo, in Pragmatique historique et syntaxe: actes de la section du même nom du XXXIe Romanistentag allemand, Bonn, 27 septembre-1er octobre 2009, Frankfurt- Berlin, Peter Lang, 2012.
Chloé Tardivel, Giudicare la violenza verbale alla fine del Medioevo, in I registri della giustizia penale nell’Italia dei secoli XII-XV, Roma, Publications de l’École française de Rome, 2021.
Raffaella Bianchi Riva, “Iniuria” e “insultus” tra diritto e politica: Le offese alle magistrature comunali nella legislazione statutaria e nella prassi giudiziaria in età viscontea, in Liber sententiarum potestatis Mediolani (1385): Storia, diritto, diplomatica e quadri comparativi, Genova, Società Ligure di storia patria, 2021.
Annick Paternoster, Che ti venga NP, a conventionalised impoliteness formula for Italian disease curses (14th-20th century), in The Grammar of Impoliteness, Berlin-Leiden, De Gruyer-Brill, 2025.

 

Annick Paternoster

Insegna Retorica e stilistica all’Istituto di studi italiani dell’USI sin dal 2007. La sua ricerca si colloca tra pragmatica della (s)cortesia, pragmatica storica e metapragmatica; analizza in particolare le fonti prescrittive – galatei e manuali di etichetta – come riflessioni storiche sulle norme della comunicazione cortese. Di recente ha lavorato su formule di cortesia e di scortesia in corpora diacronici e manuali di etichetta. Ha pubblicato su riviste internazionali del settore e nel 2024-2025 ha in programma relazioni in alcune sedi europee. È autrice di Historical Etiquette: Etiquette Books in Nineteenth-Century Western Cultures (Londra, Palgrave Macmillan, 2022).