Il modello "local-to-local" di Temu, una strategia che divide
Servizio comunicazione istituzionale
18 settembre 2025
Il colosso cinese dell’e-commerce Temu ha recentemente introdotto in Svizzera il modello “local-to-local”, già sperimentato all’estero, che consente a commercianti e imprenditori locali di vendere i propri prodotti sulla piattaforma. Michael Gibbert, Professore ordinario di Marketing presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI, mette tuttavia in guardia rispetto ai rischi di questa operazione.
Con il nuovo canale, Temu permette ai venditori elvetici di offrire direttamente online i propri articoli, con tempi di consegna più rapidi e costi ridotti. L’iniziativa mira a rafforzare la presenza di prodotti locali di qualità sulla piattaforma, accorciando le catene di approvvigionamento e rendendo il marketplace più competitivo rispetto ai tempi di consegna delle merci provenienti dalla Cina, spesso considerati troppo lunghi. Il lancio avviene in un contesto complesso per Temu, tra possibili nuove tasse doganali in Europa e negli Stati Uniti, e un’indagine della Commissione europea per presunte violazioni del Digital Service Act sulla sicurezza dei prodotti.
Secondo il Professor Michael Gibbert, l’offerta di Temu rappresenta più un vantaggio per l’azienda cinese che per i venditori svizzeri: "Siamo di fronte al classico cavallo di Troia. Il modello di business di Temu taglia via ogni intermediario, c’è da chiedersi allora che senso abbia allearsi come intermediario svizzero con il colosso cinese. Soprattutto per i piccoli produttori, che già operano con la distribuzione in house". A suo avviso, anche i piccoli produttori avrebbero poco da guadagnare da questa collaborazione: "Se sono ad esempio un agricoltore dei Grigioni, non vado certo su Temu a distribuire i miei prodotti. Prima di tutto perché non ne ho abbastanza, e in secondo luogo perché non ho alcun interesse a restare, sulla stessa piattaforma, accanto a prodotti importati dalla Cina".
Il vantaggio principale, osserva Gibbert, lo trae dunque lo stesso Temu: "Certamente a loro conviene moltissimo, soprattutto per rafforzare la reputazione, attualmente debole per via della vendita di articoli a basso costo. Avere nel proprio catalogo prodotti 'Made in Switzerland' o 'Swiss Distributed' è importantissimo, per Temu sarebbe una medaglia da sfoggiare".
L'articolo completo, comprendente l'intervista al Prof. Gibbert, è disponibile sul sito del Corriere del Ticino cliccando qui.