La vittoria di Zohran Mamdani a New York e una campagna comunicativa rivoluzionaria
Servizio comunicazione istituzionale
12 novembre 2025
Zohran Mamdani, neo-eletto sindaco di New York, ha conquistato l’attenzione internazionale grazie a una campagna elettorale innovativa e partecipativa, capace di unire attivismo, comunicazione visiva e autenticità. In un’intervista rilasciata alla RSI Jean-Patrick Villeneuve, Professore ordinario presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società e Direttore dell’Istituto di comunicazione e politiche pubbliche dell'USI (ICPP), ha analizzato i segreti della sua vittoria.
Per il Prof. Villeneuve, la forza della campagna di Mamdani è stata la capacità di rompere gli schemi tradizionali della politica americana. "Quando Mamdani ha iniziato la sua campagna non era così conosciuto dal grande pubblico, eppure è riuscito a vincere nella città di New York, la città dei democratici. Ha scelto di mobilitare i volontari e di concentrarsi sui bisogni concreti dei cittadini, evitando di focalizzarsi sulle grandi parole o sui grandi temi, incentrando i suoi contenuti sulla vita quotidiana. Una vita di cui lui stesso fa parte". L’autenticità, osserva Villeneuve, è stata dunque uno degli elementi chiave della sua campagna: "Nella sua comunicazione era presente tra le persone, nelle strade, nei diversi boroughs di New York. Vi è stato questo elemento di partecipazione diretta, di linguaggio inclusivo, e anche un’identità visiva molto diversa rispetto a quella, molto più tradizionale, della politica americana".
Un aspetto distintivo è stato anche l’uso dei social media e del già citato stile visivo: "La sua idea, a livello visivo, è stata di sottolineare che non è un democratico tradizionale. L’approccio quasi da 'content creator' si è rivelato importante, e si collega alla sua storia personale: ha fatto musica, sua madre lavorava a Bollywood e via dicendo. Con Mamdani questa formula ha funzionato, perché quello è il suo stile, la sua persona. Quando qualcun altro ha provato a fare la stessa cosa, non ha funzionato".
Villeneuve, tuttavia, ritiene che il modello Mamdani difficilmente potrà essere replicato in Europa o in Svizzera: "Gli americani fanno le cose in modo diverso rispetto all’Europa e - nel nostro caso - alla Svizzera. Mamdani sta diventando un modello di comunicazione politica, e qualcuno già prova a seguirne le orme, ma in un sistema politico come il nostro, più consensuale e frammentato, una campagna del genere forse non funzionerebbe allo stesso modo".
Sulla capacità del nuovo sindaco di tradurre la sua vittoria in risultati concreti, il professore resta ad ogni modo prudente: "La cosa più difficile è tentare di curare l’aspetto 'cool' della comunicazione cercando, al contempo, di portare contenuti politici. Mamdani ha vinto effettuando promesse straordinarie, ma sono promesse che possono funzionare a New York? Questo resta evidentemente da vedere". Secondo Villeneuve, la vera prova sarà nei prossimi mesi: "La grande sfida, la prossima tappa, sono le elezioni di metà mandato del 2026. Se il nuovo sindaco sarà capace di portare un cambiamento a New York e di andare oltre le promesse, potrà avere un impatto positivo anche a livello nazionale. In caso contrario, potrebbe essere un segnale preoccupante per i democratici".
L’intervista completa a Jean-Patrick Villeneuve, realizzata da Sara Giacomini della RSI, è disponibile cliccando qui.