Conflitti internazionali, energia e consumi: gli effetti della crisi sui mercati e sulla Svizzera

© Pexels/Christian Wasserfallen
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Servizio comunicazione istituzionale

18 maggio 2026

Le crisi internazionali influenzano sempre più direttamente il settore energetico, con conseguenze che si riflettono sia sui comportamenti dei consumatori, sia sugli equilibri dell’approvvigionamento elettrico europeo. In due recenti interviste la Prof.ssa Léna Pellandini-Simányi, Professoressa associata di Marketing presso l’Istituto di marketing e comunicazione aziendale (IMCA) dell’USI, e Alessandra Motz, ricercatrice presso l’Istituto di ricerche economiche (IRE) dell’USI e responsabile delle analisi in materia di energia per l’Osservatorio Finanze Pubbliche ed Energia (O-FPE), hanno analizzato alcune delle principali implicazioni economiche e sociali delle attuali tensioni in Medio Oriente.

La guerra in Iran e la crisi legata allo stretto di Hormuz stanno incidendo sempre di più sulle scelte di acquisto dei consumatori, in particolare nel settore automobilistico. In un’intervista pubblicata sulle pagine del Corriere del Ticino, dedicata all’evoluzione del mercato delle auto elettriche, la Professoressa Léna Pellandini-Simányi ha osservato come l’aumento dei prezzi del carburante e le preoccupazioni legate alla sicurezza energetica abbiano contribuito a rilanciare la domanda di veicoli elettrici dopo una fase di rallentamento.

Secondo Pellandini-Simányi, le crisi influenzano i consumi attraverso diversi meccanismi psicologici ed economici. “Se i prezzi del carburante aumentano o se le persone si aspettano che aumentino, le auto elettriche diventano più attraenti”, spiega l'esperta dell'USI, sottolineando come, in tempi di incertezza, aspetti come efficienza energetica e autonomia acquisiscano un peso maggiore nelle decisioni di acquisto. Accanto alla dimensione economica emerge anche un bisogno di sicurezza, che può tradursi sia nella ricerca di maggiore autosufficienza individuale sia nell’interesse verso tecnologie percepite come meno dipendenti dalle dinamiche geopolitiche globali.

La professoressa evidenzia inoltre il ruolo centrale del dibattito pubblico e dei media nel plasmare le aspettative dei consumatori. “Le persone si affidano alle previsioni dei media e al dibattito pubblico per ipotizzare lo scenario più probabile e agire di conseguenza”, osserva, spiegando come le aspettative collettive possano alimentare ulteriormente la diffusione delle nuove tecnologie, incentivando investimenti in reti di ricarica e innovazione industriale.

Parallelamente, la crisi in Medio Oriente sta generando nuove preoccupazioni anche sul fronte dell’approvvigionamento elettrico svizzero. Intervistata nell’ambito della trasmissione Ticinonews Sera di TeleTicino, la ricercatrice Alessandra Motz ha spiegato come la Svizzera, soprattutto durante l’inverno, dipenda in parte dalle importazioni di energia provenienti dai Paesi vicini. “Essendo la Svizzera un Paese che importa durante l’inverno, è più legata ai mercati che le stanno intorno”, ha affermato Motz, ricordando come Germania e Italia facciano ampio ricorso al gas naturale per produrre elettricità. In questo contesto, eventuali difficoltà nel mercato del gas si riflettono rapidamente anche sui prezzi svizzeri e, negli scenari più critici, potrebbero provocare tensioni sul fronte delle quantità disponibili.

Motz ha inoltre richiamato l’attenzione sul tema degli stoccaggi europei di gas, fondamentali per affrontare la stagione invernale. “Se il gas scarseggia durante l’estate o se è particolarmente costoso, questa stagione di riempimento può diventare più difficile sul fronte delle quantità”, spiega Motz, sottolineando come il prossimo inverno resti un periodo particolarmente delicato per il sistema energetico europeo. Pur riconoscendo il quadro di volatilità e incertezza internazionale, Motz invita comunque a evitare allarmismi. “Io sono fiduciosa che non arriveremo a non poter accendere la lampadina in inverno”, conclude l'esperta dell'USI, aggiungendo che scenari estremi di razionamento dell'elettricità rappresentano, allo stato attuale, ipotesi con una probabilità “ragionevolmente bassa”.