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A Castel Grande la mostra "Malta. Storia e scienza in frammenti"

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Servizio comunicazione istituzionale

27 Maggio 2024

È stata ufficialmente inaugurata venerdì a Bellinzona, presso il Castel Grande, la mostra intitolata “Malta. Storia e scienza in frammenti”. Essa, aperta al pubblico dal giorno seguente e - quotidianamente - fino al 3 novembre 2024, nasce dalla felice collaborazione tra la Cattedra UNESCO dell’Università della Svizzera italiana (USI) - dedicata a media digitali, patrimonio e turismo sostenibile -, l’Istituto Materiali e costruzioni, Settore Conservazione e restauro della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e la Fondazione Pro Kloster St. Johann a Müstair. La mostra permetterà ai visitatori di effettuare un virtuale salto all'indietro di oltre mille anni, per scoprire come gli artigiani medievali, nonostante i loro mezzi limitati, siano riusciti a costruire opere senza tempo. Tra queste, il Convento di San Giovanni a Müstair, nel Canton Grigioni, iscritto nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1983.

A Müstair, in oltre 50 anni di scavi, sono stati raccolti migliaia di frammenti di malta, che hanno permesso di acquisire conoscenze che vanno ben oltre il Convento e gettano luce sul lavoro e l’arte delle maestranze medievali in Svizzera e in Europa. Durante la cerimonia di inaugurazione – alla quale hanno presenziato Mario Branda, Sindaco di Bellinzona, e Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato e Direttrice del Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport (DECS) – sono stati illustrati i due obiettivi principali che la mostra si prefigge: sensibilizzare sul valore del nostro patrimonio culturale e avvicinare il pubblico non specialista a discipline quali l’archeologia, la geologia, la scienza dei materiali. L’esposizione, realizzata nell’ambito di un progetto finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca, lega la comunicazione della scienza alla valorizzazione del patrimonio culturale, grazie a un armonico gioco di narrazione, materiali interattivi e installazioni multimediali. A Castel Grande è possibile percorrere il viaggio di un “umile” frammento di malta che, a partire dalla sabbia dei fiumi in seguito miscelata alla calce, diventa corpo di opere d’arte maestose. I visitatori sono invitati ad ascoltare e prendere parte al lavoro di ricerca, che racconta del processo scientifico che ha portato a formulare ipotesi sulla storia, la geologia, le tecniche costruttive.

La Fortezza di Bellinzona (patrimonio UNESCO dal 2000) si pone come scenario d’eccezione per un tale racconto, che mette in luce il legame centenario fra i due siti del patrimonio culturale svizzero. La mostra – esposta da giugno 2023 ad aprile 2024 nel Convento di Müstair e ora ospite a Castel Grande fino al prossimo 3 novembre grazie al supporto della Città di Bellinzona - è frutto della collaborazione tra l'Università della Svizzera italiana, la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana e la Fondazione Pro Kloster St. Johann a Müstair. Una sinergia che sottolinea come, per comunicare efficacemente la scienza, ci sia bisogno di unire le forze. Occorrono sia un oggetto da comunicare – in questo caso i risultati delle analisi sulle malte del Convento - sia la conoscenza delle discipline della comunicazione e la capacità di adattarla ai pubblici di riferimento. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Archeologica Ticinese (AAT), inoltre, nel periodo di esposizione sono previsti incontri a tu per tu con chi fa ricerca, a disposizione per rispondere alle domande del pubblico, visite guidate e laboratori a cura dell’AAT rivolti ad allievi di scuole medie e superiori.

Maggiori informazioni sono reperibili su www.fortezzabellinzona.ch o contattando l'indirizzo mail [email protected].