Seminario di studi «CONTAGIO /CONTATTO: LIBRI E PRATICHE SOCIALI» entro il progetto culturale "Convergenza e distanza" Facoltà di comunicazione, cultura e società Università della Svizzera italiana

Decanato - Facoltà di comunicazione, cultura e società

14 Giugno 2021

Il seminario del gruppo “Contagio – contatto: libri e pratiche sociali” intende dare conto dell’ampia e trasversale prospettiva da cui guarda al tema comune di “Convergenza e distanza”, ragionando a partire dall’idea di vicinanza nociva. Si occupa così di quelle forme di convergenza dannosa che durante la pandemia hanno stravolto i quadri di riferimento sociali, sostituendo al valore del comune quello dell’immune (Esposito 2002), sulla base di un modello biomedico fondato sulla refrattarietà dell’organismo rispetto a una malattia contagiosa o a un rischio di contaminazione. L’affermarsi di questo dispositivo si rispecchia in alcune sintomatiche parole della pandemia, con la demonizzazione di termini come “assembramento”, “folla”, “aggregazione”, cui fanno da contrappeso i rassicuranti “isolamento fiduciario” o i riparativi “bubble”, la “bolla sociale” durante il confinamento, il “knuffelcontact” (contatto di coccole istituito in Belgio contro l’alienazione dell’isolamento), generali spie della tendenza ad associare alla sicurezza distanza e secessione. Il gruppo ha sviluppato il tema lungo due assi: il primo è il contagio delle idee aberranti propagate dai libri infetti; il secondo è il contatto nelle pratiche sociali, a partire di gesti della socialità, tra i quali anche i saluti, intesi come matrice del vivere comune e ritualizzazione dei rapporti sociali.

Il seminario, nel solco di questo binomio di contagio e contatto, si articola in due sezioni: la prima, Libri e contagio, esplicita le coordinate teoriche dell’epidemiologia di idee e credenze (secondo la definizione di Sperber 1994) sul piano dell’antropologia culturale e della semiotica (V. Matera), per passare all’esplorazione storica dell’argomento: la distanza e il contagio nello scambio epistolare nel mondo antico (S. Mollea), i libri proibiti in quanto “infetti” nella prima età moderna (L. Bisello), il lessico della peste e le ripercussioni della pandemia sulla lingua contemporanea (M. Motolese). Alla confluenza dei due poli contagio-contatto si pone un intervento su contagio del gusto e contatto “interclassista” di pubblico nella Parma dell’Ottocento (S. Cariati). La seconda sezione: Contatto nelle pratiche sociali prevede un percorso che si snoda dal contatto rituale nella Grecia antica (F. Berlinzani) e dal tatto nella civiltà romana (A. Balbo), all’etichetta della distanza nell’Ottocento (A. Paternoster), per concludere con un’indagine sugli effetti del distanziamento sociale legati al Covid19 sui tipi di criminalità (A. Astrologo, G. Mugellini).

 

Per maggiori informazioni, si prega di contattare la dott.ssa Linda Bisello (linda.bisello@usi.ch)